Ancora settembre

Camilla e Andrea non si conoscono – accadrà, ma non è ancora il momento – eppure hanno qualcosa che li accomuna. Camilla frequenta l’ultimo anno di un liceo romano e il 15 settembre, il primo giorno di scuola, i pensieri le scivolano fuori. L’ansia, così la chiamano i suoi genitori, sta a poco a poco prendendo possesso della sua vita. Andrea è iscritto alla facoltà di Storia, ha una relazione con Viola, un gruppo di amici e un bovaro di nome Cesare che gli tiene compagnia e si interroga continuamente sul senso della memoria. Poi, la morte del nonno ha creato un abisso, in cui si è calato tutto intero. Entrambi attraversano giorni sottilissimi con la paura di rompere il fragile equilibrio che li tiene in piedi, che li fa respirare, vivere nonostante tutto e nonostante il mondo fuori sembri «una terra dopo un’incursione, deturpata dalla battaglia… qualche mina inesplosa, i caduti da raccogliere». Camilla che – a ogni pensiero, a ogni segno sulla pelle, a ogni battito in più o in meno – ha paura di impazzire: «È nata prima la vertigine o la tachicardia?» Andrea che invece sente tutto, sente troppo e soprattutto il vuoto, l’effimero: «Come finiscono, le persone?» Ancora settembre racconta il loro crescere delicato, la volontà di restare sé stessi anche nel panico, anche nella depressione. Racconta la sofferenza di una generazione che si sta disabituando alla vita, e la sua necessità di continuare a vivere.

*disponibile anche in eBook

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Descrizione

«Non vuole che si dimentichino a vicenda, per l’eternità, come fanno le persone che non sanno durare».

Camilla e Andrea non si conoscono – accadrà, ma non è ancora il momento – eppure hanno qualcosa che li accomuna. Camilla frequenta l’ultimo anno di un liceo romano e il 15 settembre, il primo giorno di scuola, i pensieri le scivolano fuori. L’ansia, così la chiamano i suoi genitori, sta a poco a poco prendendo possesso della sua vita. Andrea è iscritto alla facoltà di Storia, ha una relazione con Viola, un gruppo di amici e un bovaro di nome Cesare che gli tiene compagnia e si interroga continuamente sul senso della memoria. Poi, la morte del nonno ha creato un abisso, in cui si è calato tutto intero. Entrambi attraversano giorni sottilissimi con la paura di rompere il fragile equilibrio che li tiene in piedi, che li fa respirare, vivere nonostante tutto e nonostante il mondo fuori sembri «una terra dopo un’incursione, deturpata dalla battaglia… qualche mina inesplosa, i caduti da raccogliere». Camilla che – a ogni pensiero, a ogni segno sulla pelle, a ogni battito in più o in meno – ha paura di impazzire: «È nata prima la vertigine o la tachicardia?» Andrea che invece sente tutto, sente troppo e soprattutto il vuoto, l’effimero: «Come finiscono, le persone?» Ancora settembre racconta il loro crescere delicato, la volontà di restare sé stessi anche nel panico, anche nella depressione. Racconta la sofferenza di una generazione che si sta disabituando alla vita, e la sua necessità di continuare a vivere.

«Alcune persone sentono più delle altre. E quasi mai il rimedio a questo modo di essere si trova al proprio interno. Bisogna cercarlo fuori. Prima o poi si trova».

 

«CON LA SCRITTURA MATILDE RIESCE A INGRANDIRE, FINO A FARCI VEDERE OGNI PICCOLA CREPA, OGNI PERFETTA SFUMATURA, LA VITA DI CHI È GIOVANE E SENTE IL MONDO PREMERE ADDOSSO.» — GIULIA CAMINITO

 

Matilde Falasca è nata nel 2004 a Roma. Attualmente studia Lettere Classiche presso l’Università La Sapienza. Nel 2022 ha esordito con Puoi chiamarmi Emma, edito da Giulio Perrone Editore.

Informazioni aggiuntive

Autore

Matilde Falasca

ISBN

979-12-82343-00-8

pagine

192

anno

2026

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